Pachira acquatica: tutto sulla pianta, come coltivarla e difenderla dalle malattie


Tra le più note piante di appartamento si annovera la Pachira acquatica, molto amata da chi pratica il giardinaggio e da chi ama le piante in casa: questa pianta è originaria dell’America Meridionale. La pianta appartiene alla famiglia delle Bombacaceae e quindi è lontana parente del baobab.

La pachira nel suo habitat naturale può raggiungere anche i 20 metri d’altezza. Tuttavia nei climi mediterranei le loro dimensioni rimangono più ridotte, il che vuol dire che non superano i 3 metri di altezza. Il fusto della pachira è di colore verdastro ed è molto tenero e modellabile: per rendere questa pianta quasi artistica i fiorai tendono ad intrecciare più fusti tra loro. Per quanto riguarda le foglie, invece, sono lucide, palmate, pentalobate di un bel colore verde intenso e possono raggiungere una lunghezza di 30 cm. Anche i fiori sono molto grandi, raggiungono i 15 cm di lunghezza. I petali sono color panna e rimangono leggermente arricciati alla base e aperti. Questa forma permette di osservare gli stami tendenti al rosa o rosso. I bellissimi fiori si schiudono soltanto di notte e durano pochissimi giorni.

La pachira produce anche un singolare frutto marrone/nero a forma di capsula che raggiunge una dimensione variabile tra i 4 e i 10 cm di lunghezza e 5-6 cm di larghezza.  Una volta maturato il frutto si apre e i semi cadono a terra. La pachira diventa fruttifera intorno ai 5/6 anni di vita e può arrivare a produrre dai 50 agli 80 frutti all’anno, ogni frutto contiene tra i 10 o i 20 semi circa, o poco più. Il loro diametro è di 2,5 cm e sono commestibili.

Specie di Pachira esistenti

Ci sono molte specie di questa pianta, tuttavia l’unica che si riesce a coltivare nel clima temperato è quella acquatica. La Pachira aquatica (o Bombax glabra) è nominata anche castagna del Malabar o della Guyana: le foglie sono molto grandi di colore verde intenso, lucide e pentalobate. I fiori sono profumati e di colore bianco panna  e compaiono d’estate. Questa è una delle uniche tre varietà i cui semi sono commestibili. Le altre sono la pachira glabra e la pachira insignis.

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