Fabrizio Corona scagionato da Trezeguet: “Non mi ha minacciato”


di Mariateresa Totaro “Mai sentito minacciato”. Le dichiarazioni di ieri sera di David Trezeguet, ex attaccante juventino, potrebbero riaprire il caso dell’ex fotografo dei vip Fabrizio Corona. Dopo la richiesta di grazia parziale al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, fatta da Marco Travaglio nell’editoriale del primo agosto sul Fatto , la vicenda si complica. E sono importanti le dichiarazioni del calciatore, il cui caso costò a Corona la condanna. Tutto accade durante la trasmissione di La7, In Onda. La giornalista, Francesca Fagnani chiede all’ex calciatore: “Lei sa che il reato ostativo per cui Corona è stato condannato a 5 anni per estorsione aggravata ai suoi danni è stato determinato dalla presenza di una terza persona (l’autista silente di Corona, ndr) nel vostro incontro. Lei si è sentito minacciato dall’autista di Corona?”. Trezeguet: “No”. “Quindi non si è sentito minacciato?”, incalza la giornalista.corona-in-tribunale

E Trezeguet risponde: “No assolutamente”. E poi la Fagnani aggiunge: “Ma non si è sentito pressato dalla presenza dell’autista collaboratore di Corona?”. E lui ancora: “No mai”. Corona, che sconta una pena a 13 anni e otto mesi poi ridotta a nove anni, fu condannato proprio per il caso Trezeguet, ma anche per altri reati quali: bancarotta, possesso di 1.500 euro di banconote false, corruzione di un agente penitenziario per farsi qualche selfie in cella, tentata estorsione “fotografica” al calciatore interista Adriano. L’ex agente dei “paparazzi” estorse al calciatore, mai costituitosi parte civile, denaro in cambio della non pubblicazione di foto compromettenti. Foto che ritraevano l’at taccante in compagnia di una donna che non era sua moglie. L’estorsione venne ritenuta dai giudici di Torino “reato ostativo”, cioè con aggravante determinata. Per questo Fabrizio Corona oltre a 5 anni di carcere, fu condannato anche all’impossibilità di godere degli sconti di pena, al divieto di accedere a un percorso rieducativo e terapeutico e alla limitazione delle visite in carcere. Manco fosse un serial killer. Per questo la richiesta di grazia di Travaglio, per quell’episodio specifico.

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