Napolitano scrive alle Camere: sul Csm dovete fare presto


di Antonella Mascali Il Quirinale, con una lettera, ha spronato nuovamente il Parlamento perché elegga, finalmente, gli otto membri laici del Csm e i due giudici della Corte costituzionale. La missiva di ieri, la seconda, è arrivata anche se da fonti politiche e del Csm si dà per certa la fumata bianca del 10 settembre. Viene ipotizzato anche l’insediamento del nuovo Consiglio il prossimo 12 settembre. PROPRIO la mancata elezione dei membri laici, come di solito a luglio, è stato tra i motivi principali dell’assenza della modifica del Csm tra i punti della riforma della Giustizia, presentata dal governo al consiglio dei ministri del 29 agosto. Il presidente Giorgio Napolitano ha scritto ai presidenti Laura Boldrini e Piero Grasso per ricordare al Parlamento che “si tratta di adempimenti non ulteriormente differibili, poiché i due giudici della Corte sono cessati dall’incarico il 28 giugno scorso e il Consiglio superiore della magistratura ha concluso il suo mandato il 31 luglio: entrambi gli organi saranno inoltre chiamati ad affrontare nei prossimi mesi importanti scadenze”.

Il capo dello Stato ha messo il Parlamento di fronte al suo immobilismo: “D’altra parte – ricostruisce –si è ormai giunti rispettivamente al sesto scrutinio per l’elezione dei giudici della Corte e al terzo per l’elezione dei componenti del Csm… È indispensabile che le forze politiche rappresentate in Parlamento, benché pressate da numerosi impegni, dedichino nel corso di questa settimana l’attenzione necessaria per compiere le loro scelte e garantire l’esito positivo delle prossime votazioni”. Ieri si è fatto sentire anche il comitato di presidenza del Csm (composto dal vicepresidente uscente Michele Vietti, dal presidente e dal procuratore generale della Cassazione). Ha smentito un intervento del Quirinale, riportato dal quotidiano Libero , in merito a un’apertura di pratica richiesta, a fine luglio, dal consigliere uscente Antonello Racanelli (togato di Mi), rifiutata dal Comitato. Racanelli chiedeva la modifica dell’articolo 3 del regolamento interno del Csm sull’elezione del vicepresidente del Consiglio, in modo da rendere obbligatori durante il plenum la presentazione di un programma da parte di candidati e il dibattito prima del voto. Cattura

“La ricostruzione giornalistica sul presunto intervento del presidente della Repubblica in questa vicenda è assolutamente fantasiosa e destituita di ogni fondamento”, afferma il comunicato del Csm, che prosegue con una nota polemica verso il consigliere Racanelli, il quale avrebbe voluto rompere la prassi di una nomina politica del vicepresidente del Csm: “Si omette ogni considerazione sull’opportunità che un Consiglio a tre giorni dalla sua naturale scadenza modifichi, in senso difforme alla prassi sin qui seguita, l’iter di nomina del vicepresidente del Consiglio successivo”. Poi la rivendicazione: “La decisione di non autorizzare l’apertura di una pratica sulla modifica dell’art. 3 è stata assunta dal Comitato stesso nella seduta del 31 luglio 2014 in assoluta autonomia, senza alcuna consultazione né preventiva né successiva con il presidente della Repubblica o con i suoi uffici”. Infine l’interpretazione del regolamento: il dibattito sul candidato vicepresidente può esserci solo se autorizzato dal presidente della Repubblica: “L’art. 3 del Regolamento interno che si chiedeva di modificare non prescrive alcuna formalità per lo svolgimento della seduta di plenum per l’elezione del vicepresidente, per cui le modalità di gestione della medesima sono rimesse al presidente della Repubblica che la presiede”.

IL CONSIGLIERE Racanelli, interpellato dal Fatto , risponde: “Prendo atto dell’interpreta – zione del comitato di presidenza che consente già ora una discussione prima dell’elezione e, dunque, auspico che con il nuovo Consiglio ci possa essere una discussione in plenum nell’ambito della quale i candidati possano esprimersi sui vari temi di competenza del Csm, in modo che i consiglieri possano votare in maniera consapevole”. Per ora, solo un neoconsigliere ha risposto positivamente a questa proposta nella mailing list di Magistratura Indipendente, la corrente di Racanelli. Ma la prassi non prevede alcun dibattito, né vero né finto, prima del voto. La nomina del vicepresidente del Csm è sempre stata un accordo tra i partiti e con le correnti delle toghe.

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