Trapianto di capelli: un rimedio anche al femminile


Il binomio ‘trapianto di capelli – uomo’ è uno dei più semplici e immediati possibili. D’altronde, se si considera che la calvizie colpisce 8 uomini su 10 in una fascia di età compresa fra i 20 e i 60 anni, non è sorprendente associare l’operazione in questione al sesso maschile. Sarebbe però un errore considerare il trapianto (o autotrapianto) un’esclusiva degli ometti, perché le statistiche indicano che 1 donna su 4 soffre di calvizie, in varie fasce di età. Esiste quindi anche il trapianto di capelli per le donne. Ma cos’è e in cosa consiste effettivamente il trapianto? E quali sono, se ci sono, gli eventuali rischi? Cerchiamo di schiarirci un po’ le idee.

Trapianto di capelli, come funziona

Il trapianto di capelli è una procedura invasiva, mediante la quale innesti contenenti follicoli dei capelli, che sono geneticamente resistenti alla calvizie, vengono trapiantati nella parte di cuoio capelluto interessata. Il trapianto di capelli classico utilizza follicoli di capelli altrui, mentre l’autotrapianto, molto frequente al giorno d’oggi, impiega follicoli dei propri capelli. I metodi più diffusi di autotrapianto sono sostanzialmente 2: il FUE e il FUT (chiamato anche STRIP).

Il FUT (o STRIP) prevede il prelievo chirurgico di una losanga prelevata dalla nuca contenente fino a un massimo di 4.000 unità follicolari a seconda della densità per centimetro quadrato e della lunghezza. Il FUE invece viene effettuato mediante l’estrazione delle singole unità follicolari senza necessità di effettuare il taglio sulla nuca. Praticamente, con il FUT è possibile prelevare un ingente numero di unità follicolari in una volta, mentre nel FUE il quantitativo di unità follicolari prelevabili si riduce drasticamente; tuttavia questo secondo metodo, al contrario del primo, non lascia cicatrici di alcun tipo.

Per quanto riguarda i rischi, essi sono presenti come in ogni altra operazione chirurgica, soprattutto in un campo in cui non è raro imbattersi in imbroglioni e speculatori che cercano di farsi passare per professionisti qualificati. Per tale motivo è altamente consigliabile scegliere con cura e attenzione delle figure specializzate in questo intervento e optare per strutture affidabili, prendendosi tutto il tempo necessario per scegliere. Un altro aspetto da tenere in considerazione è che il trapianto di capelli non arresta la calvizie, il 60% dei pazienti a distanza di 2/3 anni dal trapianto di capelli presenta risultati abbastanza approssimativi e senza una cura adeguata si verifica spesso un ritorno del diradamento del cuoio capelluto. Vi è poi il cosiddetto rischio “shock loss”, per il quale l’impatto traumatico dell’intervento può provocare una sofferenza dei follicoli malati e di conseguenza accelerare la loro miniaturizzazione e la successiva caduta di capelli.

Trapianto di capelli, i costi

Attenzione inoltre al lato estetico legato operazione, perché i capelli trapiantati hanno spessore quasi sempre diverso rispetto ai capelli ancora in vita presenti nelle aree diradate. Il risultato di vicinanza tra capelli più sottili e più spessi risulta essere esteticamente innaturale e visibile ad occhio nudo. Infine è bene essere informati anche sui costi, che variano lievemente per i due metodi di autotrapianto. La STRIP/FUT si aggira tra i 3.000 e i 6.500 euro, mentre per la FUE siamo tra i 4.000 e 6.000 a seconda delle unità follicolari.

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