Potatura del Pero: come fare, periodo ideale e video


Proseguiamo la nostra rubrica dedicata al giardinaggio spendendo oggi qualche considerazione sull’albero del pero, sui suoi utilizzi e sulle attenzioni che esso richiede. Al pari di tutti gli altri alberi da frutto, anche l’albero del pero richiede una serie di attenzioni particolari e costanti, operazioni e coccole che possano permettere alla pianta di crescere nella maniera migliore. La potatura del pero, in particolare, rappresenta un momento davvero molto importante, oserei dire fondamentale visto che è capace di influenzare la produttività generale della pianta, di modificarne la forma ma anche nel complesso l’aspetto fisico più in generale. Entriamo dunque nel dettaglio e analizziamo insieme come effettuare nella maniera corretta la potatura del pero, con quali attrezzi e in quale periodo dell’anno per ottenere i risultati migliori

La pianta del pero, conoscerla prima di potarla

potatura del peroPrima di sapere come potare il pero, è necessario capire qualcosa in più su questa pianta in generale. Iniziamo chiarendo che le origini della pianta del pero non sono chiare e ben definite, mentre è invece nota quasi a tutti la sua capacità di produrre frutti saporiti e gustosi, oltre che davvero sani, capaci di favorire le funzionalità intestinali e stimolare la salute in genere. La produttività non è l’unica dote di questa pianta, che può infatti essere usata anche semplicemente per abbellire i giardini o gli orti, piuttosto che per creare ombra o aree di separazione in giardini o orti che si prestano a questo tipo di presenza. Indipendentemente dallo scopo per cui si coltiva, sappiamo che il pero tecnicamente si chiama Pyrus communis e fa parte della famiglia delle rosacee. La pianta rientra tra quelle che si sviluppano verso l’alto, e la produzione si concentra in maniera importante sui rami più giovani, quelli che sono appunto da mantenere folti e arieggiati, dal momento che luce, aria e acqua rappresentano gli elementi nutritivi migliori per la pianta stessa.

Come fare la potatura del pero

La prima potatura del pero da eseguire è quella di formazione, da effettuarsi nei primi anni di vita della pianta. Con essa, di fatto si determina quella che sarà la forma della pianta. Questo intervento viene effettuato nei primi due anni di vita della pianta. Tutti gli interventi che vengono effettuati in periodi successivi, sono invece da intendersi come potature di produzione. Chiarita questa importante differenza, analizziamo meglio le caratteristiche di queste potature. La prima, come abbiamo accennato, modifica l’aspetto della pianta e va effettuata sulla pianta messa a dimora ed è richiesta spesso anche su una pianta appena acquistata da un vivaio, con il fine di rendere le radici più forti. Questa operazione prevede che i rametti danneggiati vengano tagliati e che lo stesso intervento venga effettuato anche sulle radici qualora siano danneggiate o sofferenti. In caso di piante in apparenza sana, invece, sarà sufficiente alleggerire la chioma, al fine di migliorare la circolazione di aria e di luce. Una seconda finalità di questo intervento, è quello di regalare alla pianta una forma ben definita. In questo contesto è possibile riconoscere una potatura a fusetto ( tronco al centro e 5 o 6 rami di lato, privilegiando quelli più lunghi e meno sottili), una a palmetta (che porta ad avere un albero con struttura a parete e quindi una chioma ampia, che si sviluppa attorno a tre rami centrali) una a doppio asse, che vede la pianta crescere e concentrarsi attorno a due rami principali.

Diverse sono le caratteristiche della potatura di produzione che, come accennato, deve essere effettuata dopo 24 mesi di vita della pianta. Essa prevede che vengano eliminati i rami non produttivi, ovvero quelli che crescono su altri rami vecchi. Eventuali gemme presenti che questi rami, che potrebbero risultare troppo fitte, dovranno poi essere diradate. Sebbene queste regole valgano in generale, è bene ricordare che le diverse varianti di pero possono avere delle necessità specifiche, da valutare in fase di intervento. E’ fondamentale inoltre sapere che la potatura dovrà essere effettuata preferibilmente a fine inverno, tra gennaio e febbraio.

Gli attrezzi per la potatura del pero, periodo e video

Per potare il pero, è necessario disporre di forbici e cesoie. In entrambi i casi,è opportuno verificare che gli attrezzi siano ben affilati e ben puliti. A tal proposito ricordiamo che è necessario pulire gli attrezzi dopo l’uso, prima di riporli, ma anche prima di utilizzarli, dal momento che essi potrebbero essersi impolverati o potrebbero aver contratto dei virus o delle possibili malattie proprio durante il riposo, essendo stati a contatto con altri oggetti non completamente coperti e detersi. Non si tratta solo ed esclusivamente di fattori che incidono sul risultato finale dell’operazione di taglio, ma più in generale di una attenzione che ha come scopo la tutela della pianta e della sua salute. Come avviene infatti con una qualsiasi ferita sulla pelle di noi umani, anche la potatura rappresenta per la pianta una ferita che deve essere rimarginata. L’esperienza ci insegna che un taglio netto e ben disinfettato, guarisce prima e questa considerazione può essere applicata anche alle piante in generale, e al pero in particolare. Di seguito vi lasciamo un video della potatura del pero di produzione:

Quando avete in mano gli strumenti per la potatura, poi, state attenti a non potare troppo la pianta. E’ vero infatti che la pianta ha spesso bisogno di essere sfoltita, ma è altrettanto vero la chioma rappresenta una protezione ed innesta un processo di risposta che deve essere proporzionale agli obiettivi che si vogliono raggiungere. A questo punto non vi resta che dare un’occhiata al vostro pero, così da capire se esso abbia o meno bisogno di un vostro intervento immediato. Noi continueremo ad aggiornarvi con articoli di giardinaggio e di cura per le vostre piante, tornate a trovarci o lasciate un mi piace su facebook!

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