Potatura del Fico: come fare, passaggi e periodo


Il nostro viaggio tra i segreti del giardinaggio ci porta oggi ad occuparci della pianta del fico (il cui nome tecnico è “ficus carica”) in generale, e in particolare del momento della potatura di questa pianta, attimo delicato al quale riservare la giusta dedizione. L’operazione di potatura del fico richiede infatti una particolare attenzione e una grande capacità di osservazione della pianta e del suo stato di salute e di crescita. Ma capiamo meglio il significato di queste parole e quali sono i fattori da considerare in maniera specifica prima di procedere all’operazione.

Potatura del fico: come e quando

potatura del ficoSe per molte piante è sufficiente “indovinare” il momento giusto per potare (operazione piuttosto semplice, da effettuare informandosi sulla fase del ciclo di vita della pianta da tenere in considerazione), nel caso del fico è fondamentale saper osservare con cura le gemme, il loro livello di crescita, la loro posizione, partendo dunque dal presupposto che le stesse siano presenti, oltre che ben visibili, riconoscibili e distinguibili. Premettiamo che se il fico viene potato mentre è in fase vegetativa, è normale notare dai tagli fuoriuscite di lattice, una sostanza velenosa ed irritante che deve essere tenuta a debita distanza da pelle ed occhi per evitare infiammazioni, pruriti, rossori e fastidi di vario tipo e di vario ordine e grado, che possono essere importanti in presenza di allergia. Alla luce di questo, è sempre opportuno pulire e disinfettare non solo le mani, ma anche gli strumenti utilizzati subito dopo aver effettuato la potatura. Dimenticare di effettuare questa operazione, infatti, porterebbe ad infestare altre piante ed altri spazi della casa, del garage o della cantina, situazione che è sicuramente da scongiurare. Passiamo a questo punto punto ad analizzare la potatura in sé e il momento in cui essa deve essere effettuata.

Annualmente il fico dovrà essere sottoposto ad una potatura estiva. Questa operazione dovrà essere eseguita dopo il primo raccolto che avviene solitamente tra giugno e luglio e avrà come obiettivo la riduzione nella presenza dei rami e delle foglie. In questo modo, l’energia non verrà dispersa e i frutti saranno più grandi e saporiti nella produzione successiva. In questo  modo verrà favorita e ottimizzata la produzione doppia annuale della pianta.

Una seconda potatura è quella che punta alla sfoltitura della pianta, operazione necessaria perché il fico si presenta come una pianta imponente e rigogliosa. Lo scopo di questa operazione sarà appunto quello di intervenire sulla chioma che verrà in questo modo ridotta e resa meno densa. L’operazione deve essere effettuata a fine inverno, prestando attenzione a non danneggiare i rami necessari alla pianta per fare ombra, privilegiando quelli malati che “appesantiscono” la pianta. A livello pratico si dovrà badare bene a non lasciare monconi e ad accorciare i rami con cura, privilegiando quelli laterali in modo da avere un risultato duraturo. Anche in questo caso, bisognerà guardare con attenzione le gemme, cercando di non toccare quelle “sane” fondamentali per la produzione successiva. Questa potatura viene chiamata anche potatura verde e, se effettuata con particolari accorgimenti, permette anche di pilotare le produzioni successive. E’ il caso ad esempio della potatura delle gemme all’apice dei rami per bloccare produzione e spostarla in questo modo all’anno seguente.

Pianta del fico: cosa sapere e errori comuni

Oltre alla potatura, ci sono altri fattori da tenere in considerazione. E’ bene infatti ricordare che la pianta da fico è alta fino a quattro metri, e uguali centimetri sono riscontrabili in larghezza. La pianta si appoggia a radici molto forti e non dispone di molti rami, è proprio per questo motivo che  le operazioni di potatura sopra citate devono essere attente e mirate. In generale la pianta ha un carattere globoso, per questo motivo è preferibile lasciare il più possibile che segua e rispecchi il più possibile la crescita naturale. Questa considerazione deve essere tenuta a mente anche quando si opta per una coltivazione in vaso. Un’altra possibilità di coltivazione del fico, è la coltivazione a palmetta del fico, che tuttavia richiede l’uso di una pianta che abbia alle spalle almeno un biennio di vita, con pianta che abbiano almeno 3/4 germogli già ben sviluppati.

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Nella variante più diffusa, I rami ospitano una serie di gemme, sia legnose che naturali, che però si collocano solo nella parte apicale della pianta dopo il primo anno di età. I frutti, anche se con importanti differenza tra i vari anni, vengono prodotti tra agosto e settembre. In alcuni casi, nonostante le indicazioni siano seguite con cura, può capitare che la pianta non sia produttiva al punto giusto. Si tratta di una situazione connessa a problemi con il suolo, che potrebbe non essere ricco quanto basta. In questo caso, è opportuno non sopperire a tale mancanza con il concimo o applicando sulla superficie della terra della materia organica.

Qualora invece i fichi ci siano, un altro dubbio risiede nel comprendere quando essi siano pronti per essere consumati. In generale è possibile affermare che in presenza di frutti maturi lo stelo si piega, ma molti sono i tipi di fico che cambiano colore quando maturi. Un altro segnale è rappresentato dalle vespe, che vengono attirate dai frutti maturi. A questo punto non resta che mettere in pratica tutto quanto chiarito in questo articolo, rivolgendo lo sguardo alla vostra pianta e alle sue fasi di crescita per una considerazione mirata, attenta e personalizzata delle operazioni che sono necessarie per rendere più bella, sana e rigogliosa la vostra pianta.

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