Innesto fico: quando e come si fa? la guida completa


Gustoso e amato da molti, il fico è un albero molto apprezzato e diffuso nelle zone calde Oggi vedremo come fare un innesto del fico, e quando conviene farlo. Sebbene le sue origini siano da collocare nell’Asia Occidentale (in Mesopotamia per essere più precisi), la pianta è oggi molto diffusa nella zona del Mediterraneo e cresce senza problemi in Calabria, Puglia, Sicilia, Campania dove la pianta, spesso accompagnata da quella dei limoni, viene utilizzata anche come riparo dal cocente sole. Uno dei vantaggi di questa pianta sta proprio nel produrre questi frutti non solo saporiti, ma anche ricchi di zuccheri e fibre, il cui utilizzo è suggerito alle persone che soffrono di diabete. Ma adesso entriamo un po’ più nel dettaglio e cerchiamo di capire cosa bisogna sapere prima di procedere all’innesto del fico.

Innesto fico: innesto a gemma o innesto a spacco?

ficoMa come è possibile procedere all’innesto di questo frutto autunnale, che solitamente tra settembre e ottobre dona i suoi frutti? Sono due le principali specie di fico che possiamo identifica, il selvatico e il domestico. Indipendentemente dalla variante, entrambe possono essere coltivate sia in giardino che nei campi veri e propri. La propagazione di questa pianta avviene solitamente per innesto, tecnica che permette di avere dei frutti più dolci e saporiti e utile soprattutto nel caso del fico selvatico, dal momento che permette di migliorare il sapore del frutto che non sarebbe altrimenti troppo gradevole. Due sono le tipologie di innesto alle quali è possibile ricorrere nel caso del fico, una prende il nome di innesto a gemma, l’altra di innesto a spacco. Gli esperti si separano sul tema e così, mentre alcuni promuovo l’uno, altri difendono a spada tratta l’altro. Se non siete proprio pratici, vi spieghiamo brevemente la differenza tra le due differenti modalità. L’innesto a gemma di fatto prevede che solo una gemma venga inserista nel portainnesto, dopo essere stata privata dei rami. Al contrario, un innesto a spacco prevede l’uso di rami interi e delle relative gemme (solitamente un paio).

Come facilmente intuibile, molti ritengono che l’innesto a gemma sia molto più semplice ed efficace, e per questo motivo lo consigliano. Di contro, numerosi altri tifano per l’innesto a spacco che avrebbe una efficacia comprovata, soprattutto nel caso in cui si stia lavorando su un fico selvatico. Se dovessi darvi la mia opinione, probabilmente vi inviterei ad utilizzare la modalità a gemma, effettivamente più semplice da effettuare, ma la tipologia di albero che si sta trattando rappresenta forse il vero discriminante da tenere in considerazione. A questo punto non vi resta che far crescere la pianta,ricordando che la potatura è rara e prevede solo che vangano tagliate le foglie in eccesso all’inizio dell’estate. Considerate sempre che i fichi dovranno essere raccolti quando il frutto si romperà spontaneamente, momento caratterizzato da un colore particolarmente acceso della buccia esterna. Tutti i frutti dovranno comunque essere raccolti entro la fine del mese di settembre.

Come fare l’ Innesto del fico e quando si fa

ficoDopo aver chiarito gli aspetti generali di queste modalità di innesto, entriamo più nello specifico e capiamo come queste due tecniche possano trovare applicazione nella lavorazione del fico. Tra i vari tipi di innesto a gemma, quello preferito per la lavorazione del fico è quello “a occhio”. Cosa prevede? Per realizzarla occorre prelevare da un ramo vigoroso, meglio se dotato di corteccia, una gemma. Quest’ultima dovrà essere posta sul legno della pianta madre, nel punto in cui in precedenza era stata effettuata una incisione a “T”, evitando che la gemma si muova con del mastice a mò di protezione e della rafia che la fissi.

In base al periodo in cui l’operazione viene svolta, ci si troverà davanti a due differenti tipi di innesti. Quello a gemma vegetante, infatti, è quello che si svolge in primavera, nel periodo compreso tra marzo ed aprile, mentre quello a gemma dormiente si colloca tra agosto e settembre. Ad influire sulla scelta sono naturalmente la pianta, ma anche il clima e l’organizzazione personale del lavoro.

Come dicevamo però, soprattutto quando si parla di fico selvatico, può essere meglio ricorrere all’innesto a spacco, che prevede come detto l’innesto di rami (detti marze) contenenti un paio di gemme. Anche nel caso dell’innesto a spacco, è possibile identificare due tipi di innesto, uno comune e uno a corona. Il primo prevede l’utilizzo di una sola marza, mentre almeno quattro sono i rami da utilizzare nel secondo. Per molti la difficoltà risiede nel selezionare il rame corretto da utilizzare in tal senso. Quello “ideale” dovrebbe avere aspetto allungato, una dimensione di almeno 10 cm, e terminale appuntito e dovrebbe includere 3 gemme molto robuste. Per ottenere il risultato corretto, sarà necessario applicare sul legno della pianta madre un taglio orizzontale, di circa 4 cm, che rappresenti il diametro di una circonferenza. Se invece optate per la soluzione a corona, dovrete inserire una sola marza al centro del portainnesto dopo aver aperto una fenditura a forma di cuneo. Durante le operazioni vi siete resi conto che la corteccia del fico è poco resistente? In questo caso meglio optare per una soluzione a gemma o comune. In ogni caso ricordatevi di preparare coltellino, mastice e rafia che ci aiuteranno nelle operazioni.

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Queste procedure possono essere seguite con quasi tutte le varietà di fico presenti in natura. Sono infatti numerosissime le varianti possibili, che si distinguono in base al tipo di produzione, di coltivazione, alla forma e al colore del frutto e all’utilizzo possibile dello stesso. Nella nostra nazione le varianti più frequenti sono il brogiotto (dal colore scuro e dal caratteristico gusto molto dolce), il Verdino che probabilmente è il più diffuso ed è caratterizzato da una buccia verde e brillante e da una polpa rossa; apprezzato e con doppio ciclo annuale di produzione. Viene utilizzato invece soprattutto per la produzione di frutti secchi il dottato, dal color verde chiaro e dalla polpa dolce. A questo punto non vi resta quindi che deliziare il vostro palato grazie a questi saporiti frutti, che potranno addolcire il vostro palato, da soli o accostati ad altro. Noi intanto vi diamo appuntamento al prossimo articolo a tema Giardinaggio, sempre sul nostro portale! Alla prossima!

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