Bonsai Ginseng: come prendersi cura e mantenimento


Bello da vedere, particolare nella sua forma,  resistente a condizioni avverse, capace di regalare enormi soddisfazioni per il suo sviluppo e mantenimento anche a chi non ha il pollice verde o esperienza con la cura delle piante. Sono queste le principali caratteristiche del Bonsai Ginseng, peculiarità riconosciute che lo rendono desiderato ed apprezzato da molti soggetti, esperti o meno esperti di giardinaggio. Cerchiamo insieme a questo punto di analizzare meglio le caratteristiche della pianta, le cure che essa richiede come mantenere il Bonsai Ginseng al meglio, la posizione migliore per favorirne la crescita,  i comportamenti da seguire in fase di irrigazione, la gestione di possibili anomalie. Se, invece, siete interessati ad un’altra tipologia di pianta, potete senza problemi cercare la giusta ispirazione in qualche altro articolo della nostra popolosa rubrica a tema giardinaggio.

Cos’è il Bonsai Ginseng e dove posizionarlo

Bonsai GingsengIl bonsai ginseng è una pianta originaria della Malaysia, ma molto diffusa anche in Taiwan e nelle zone limitrofe. Questo bonsai risulta essere facilmente riconoscibile per il suo tronco piuttosto robusto, oltre che per il suo caratteristico colore che tende al rossiccio con venature di verde scuro; particolari risultano essere anche le sue radici forti e prepotenti, che acquistano un ruolo di primo piano nell’ immagine della pianta. Se avete intenzione di acquistare e coccolare un bonsai ficus ginseng dovete per prima cosa pensare a dove posizionarlo, consapevoli del fatto che probabilmente avrete a che fare con una pianta “itinerante”, ovvero che dovrà essere spostata in base alla stagione in corso e di conseguenza al clima specifico del momento. In estate, infatti, è opportuno posizionare la pianta all’aperto, proteggendola però da eventuali escursioni termiche tra la notte e il giorno (fenomeno in molte zone frequente ed intenso, che potrebbe interferire in modo importante sullo stato di salute della pianta). Alla luce di questa considerazione, una ottima posizione potrebbe essere rappresentata dal davanzale o da un tavolino, tutte aree che vedono un muro o un piano “proteggere” in qualche modo la pianta stessa. La situazione cambia notevolmente in presenza dei primi freddi, che vi costringeranno a portare il bonsai dentro casa. La temperatura non è l’unico fattore da tenere in considerazione! Attenzione infatti anche al livello di umidità: se fa freddo è bene verificare che il bonsai non sia in un contenitore troppo profondo! Indipendentemente dal luogo scelto per il vostro bonsai ginseng, ricordate che è preferibile posizionare il bonsai rivolto verso sud, facendo in modo che resti esposto al sole almeno tra le 4 e le 6 ore al giorno e verificando che l’esposizione sia piena e diretta (sneza filtri). Una esposizione al sole non sufficiente, provocherà non di rado lo sviluppo di foglie di dimensioni inferiori rispetto alla media e sarà quindi facilmente identificabile, ma lentamente risolvibile.

Come prendersi cura del Bonsai Ginseng

Come abbiamo anticipato, non solo molte le attenzioni di cui il Bonsai Ginseng ha bisogno, ma è importante seguire con attenzione quelle minime indicazioni che vi forniremo di seguito. Sul fronte dell’irrigazione, ad esempio, basta considerare che è sufficiente fare in modo che il terreno del bonsai ginseng sia sempre umido in superficie. Le innaffiature dovranno dunque essere frequenti e regolari, oltre che omogenee. Per non sbagliare e non esagerare con l’acqua, vi basterà considerare che la superficie del terreno deve essere sempre umida! Il ristagno dell’acqua infatti, per questo come per gli altri bonsai, rappresenta potenzialmente un grosso pericolo: l’acqua che ristagna potrebbe infatti stimolare il soffocamente delle radici. Una ottima soluzione in questo caso potrebbe essere la vaporizzazione. Tale operazione di fatto ripropone quello che è l’ambiente in cui la pianta in natura si sviluppa, ed evita quindi che le foglie diventino opache e spente (situazione molto frequente soprattutto se la pianta viene posta all’interno). Come di consueto, la vaporizzazione deve essere effettuata soprattutto sulla chioma, utilizzando dell’acqua demineralizzata. Per pigrizia o per mancanza di informazioni in merito, molti utilizzano acqua minerale: attenzione perché questo potrebbe causare delle anti estetiche macchie di calcare sulla superficie delle foglie! L’operazione di vaporizzazione dovrà essere effettuata di frequente non solo quando le temperature saranno elevate, ma anche in tutti i casi in cui a causa di termosifoni o pompe di calore, l’aria dovesse risultare troppo calda e soprattutto secca.

Bonsai Ginseng mantenimento e cure

Innaffiatoio e vaporizzatore sono dunque accessori fondamentali per prendersi cura del Bonsai Ginseng. Qualora in qualsiasi momento della sua vita la pianta inizi a perdere foglie, sarà opportuno analizzare con cura il comportamento di innaffiatura avuto. Il fenomeno è infatti quasi sempre causato da uno squilibrio idrico  o, in alternativa da situazioni di stress che potrebbero essere state causate da diversi fattori. Una eventuale potatura, dovrà essere effettuata in primavera, proprio mentre la pianta si prepara ad una nuova crescita. La primavera inoltrata è invece il momento giusto per un eventuale rinvaso, da effettuarsi ogni tre anni circa procedendo anche ad un’accurata pulizia delle radici. Proprio in questa fase, si potranno recidere le radici, senza intervenire però in maniera troppo forte ed invasiva. Alla luce delle attenzioni contenute che richiede, questa pianta può essere considerata anche un ottimo regalo per una occasione, o se si è invitati a casa di qualcuno. Non vi resta dunque che visitare il vivaio a voi più vicino per scegliere quella che sarà la vostra pianta, o la pianta che regalerete ad un vostro caro. L’esperienza insegna che sono soprattutto le radici, la loro dimensione e le loro posizione ad influenzare la scelta, io in realtà ritenendo che essa sia influenzata dall’armonia nel complesso della pianta stessa.

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